Mantenimento del volume osseo e gengivale
Prevenzione del riassorbimento osseo post estrattivo
Migliore esito estetico e funzionale del dente sostituito
Intervento più lungo (25-30 minuti)
Costo della procedura
Veloce riassorbimento osseo e gengivale
Rischio di non avere sufficiente osso per posizionare impianti in un secondo momento
Possibile compromissione del risultato estetico e igienico
Intervento più breve (5-10 minuti)
Nessun costo immediato (ma possibili costi elevati per risolvere il problema a posteriori)
Membrana in PTFE
Biosostituto osseo (0.5-1 grammi)
Sutura in PTFE
TAC di controllo a 3-5 mesi
Biosostituto osseo (2-3 grammi)
Modellino 3D per simulazione prechirurgica
Membrana biocompatibile in pericardio
TAC di controllo a 6-9 mesi
Biosostituto osseo (0,5-1 grammi)
Biosostituto gengivale
Sutura in PTFE
TAC di controllo a 3-5 mesi
Griglia in titanio personalizzata CAD-CAM
Biosostituto osseo (3-5 grammi)
Sutura in PTFE
TAC di controllo a 6-9 mesi
* La garanzia rimane valida per tutto il tempo in cui il paziente aderisce al nostro programma di mantenimento e controlli igienici. In caso di perdita di un impianto, verrà reinserito senza costi per il paziente (compresa una nuova protesi, escluse eventuali rigenerazioni ossee). ** La possibilità di effettuare il carico immediato dipende dalla qualità ossea, da verificare durante la prima visita. *** La garanzia sulle protesi copre la frattura e/o il distacco del materiale estetico, che verrà ripristinato senza costi per il paziente.
La principale causa è la malattia parodontale, che colpisce i tessuti di supporto dei denti, ovvero gengiva e osso alveolare: a causa dell’accumulo di placca e tartaro, questi si riassorbono determinando la mobilità e la perdita dei denti; è una condizione che si può prevenire e curare con sedute di igiene orale e mantenimento periodiche, ma che se trascurata può comportare, oltre alla perdita dei denti, una massiva distruzione dell’osso.
Un’altra causa sempre più frequente sono i fallimenti di precedenti trattamenti di implantologia: anche in questo caso spesso la causa profonda è una mancata manutenzione, perché molti pazienti pensano che gli impianti essendo di titanio non possano cariarsi come i denti naturali; questo è sicuramente vero, ma non vuol dire che l’osso circostante non possa infiammarsi e ritirarsi, se non vengono effettuate le sedute di controllo, igiene e mantenimento periodiche.
In generale le uniche controindicazioni alla rigenerazione ossea sono l’assunzione di farmaci per l’osteoporosi (bifosfonati) che interferiscono con il metabolismo osseo; per lo stesso motivo, non è possibile eseguire rigenerazioni ossee in pazienti in chemio o radio terapia, per almeno 6-9 mesi dopo il termine della terapia stessa.
L’età infine influisce sulla velocità di guarigione e quindi sul risultato finale delle rigenerazioni ossee, che sono in genere molto favorevoli nei pazienti giovani sotto i 40 anni: attendendo un tempo maggiore (2-3 mesi in più) si ottengono effetti simili in pazienti fino a 75 anni, mentre sopra gli 80 anni sono indicate solo rigenerazioni ossee e gengivali di piccoli volumi settoriali.
Sì, tecniche come la chirurgia computer guidata, le full-arch e l’implantologia avanzata zigomatica permettono di evitare le ricostruzioni ossee nella maggior parte dei casi di arcate complete da ripristinare.
Nei casi di impianti singoli, le ricostruzioni ossee risultano ancora la migliore alternativa quando si sia verificato un riassorbimento osseo e/o gengivale.